
Cosa si può dire di chi ha rivoluzionato il concetto di combattimento stravolgendo tutti? Un mito, un vero atleta, un artista, un genio strafottente e talmente preparato da ottenere quasi una laurea in filosofia alla Washington University (non completando gli studi), in grado di ammutolire chi lo guardava durante le sue esibizioni, la più famosa nel 1964 a Long beach in California. Una macchina quasi perfetta, il 20 luglio 1973, un aneurisma cerebrale lo ruba al mondo dei vivi. Un solo pensiero: ciò che ha fatto sarà ricordato come la vera svolta nel mondo delle arti marziali.
Bruce nei suoi film eseguiva tecniche di calci strabilianti ma non dobbiamo confondere ciò che veramente pensava sui calci rispetto alle esigenze di copione dove, per esaltare le sue doti atletiche gli veniva richiesto di compiere evoluzioni delle quali lui stesso non era un gran estimatore in termini di funzionalità, equilibrio e semplicità.
Sono numerose le sue frasi famose di cui alcune tra tutte preferisco:
"Nessuna via come via, nessuna limitazione come limitazione"
"Non pensare di farlo...fallo e basta"
"La distanza più corta tra due punti è una linea retta"
"L'equilibrio si trova in movimento"
Potrei elencarne parecchie ma lascio ad ognuno di voi la curiosità di leggerle direttamente dai suoi libri o sentirle direttamente dalle sue interviste.
Da non dimenticare le gesta del figlio, Brandon Lee, atleta e attore conosciuto dal mondo intero.
Incredibile quanto strana la sua morte, ucciso sul set de "Il corvo" da una pallottola vera!
Si sono supposte teorie di vario genere sulle morti dei Lee, tanto da lasciare seri dubbi e inquietanti retroscena tra mafia cinese, maestri anziani di kung fu, gelosie ossessive, interessi scabrosi, cocktail di farmaci, pallottole a salve ma "vere" e tanto altro ancora.
Una figlia, Shannon Lee, che porta
insieme alla madre Linda un patrimonio di ricordi che solo loro possono
conoscere e conservare nel cuore per quanto accaduto!
